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May 09

Ozzy Osbourne

 
 
 
Ozzy Ozzy...si vede che è finto xP
February 10

STORIA SLIPKNOT

DAL 1999 AL 2004

Era dal lontano 1959, epoca dell'incidente aereo di Buddy Holly, che le parole "Iowa" e "Rock and Roll" non venivano pronunciate insieme. Come siamo sempre stati abituati a credere, Iowa non significa altro che frumento, bestiame e conservatorismo. E come altre migliaia di piccole e sperdute regioni senza sbocchi sul mare, pullula di ragazzi che muoiono di noia e politici ottusi che tentano di mantenere tranquilla e sterile la loro piccola fetta d'America.

Ma i ragazzi non ci stanno più, e si ribellano. Ora, a Des Moines, la loro rabbia ha un nuovo nome: Slipknot. Vestiti in tute da lavoro e nascosti da maschere uscite dal peggiore degli incubi, hanno creato un suono che mischia il meglio del metal, dell'hip hop, e del violento new metal stile Los Angeles. Gli Slipknot hanno stile e sostanza in parti uguali, e rappresentano il desiderio di vendetta della Middle America. Recentemente su una rivista americana, il batterista Joey Jordison ha spiegato così la posizione della band: "Eravamo così stufi di avere sempre il dito medio rivolto verso di noi, che alla fine abbiamo reagito, e abbiamo restituito dieci volte il veleno che ci avevano sputato addosso!". L'album omonimo di debutto con l'etichetta Roadrunner e l'home video "Welcome To Our Neighborhood", hanno dominato le classifiche fin dalla loro uscita raggiungendo e superando il traguardo del disco di platino. E questo solo in America. In Australia il disco ha conquistato l'oro e il video il platino, e la band ha fatto registrare il tutto esaurito negli show, così come in Europa e in Giappone. Anche l'Inghilterra, di solito intollerante nei confronti dell'heavy metal Americano, ha aggiunto un disco d'argento e un riconoscimento alla band sulla rivista "New Musical Express". Le più importanti riviste del settore come "Circus", "Hit Parader", "Metal Hammer", "Kerrang!" e "Rolling Stone" fanno diventare in breve gli Slipknot un vero e proprio fenomeno mondiale. Il singolo "Wait And Bleed" fa il giro delle radio americane e il video della canzone arriva fino a MTV. Dalla devastante "(sic)" e dalla bolgia infernale di "Surfacing", alle sublimi melodie di "Wait And Bleed" e all'energia delle percussioni di "Prosthetics", il disco si affolla di un così denso insieme di strumenti da diventere un vera e propria sinfonia, suonata alla perfezione da nove ragazzi dell'Iowa: il dj Sid (#0), il batterista Joey (#1), il bassista Paul (#2), il percussionista Chris (#3), il chitarrista Jim (#4), il sampler Craig (#5), il percussionista Shawn (#6), il chitarrista Mick (#7) e il cantante Corey (#8).

Nove ragazzi normali, ma ognuno con la sua agghiacciante maschera e il suo disumanizzante numero. Shawn, il percussionista, commenta così: "Nella nostra musica abbiamo tutti bisogno l'uno dell'altro, se mancasse anche solo uno di noi non esisterebbero più le nostre canzoni. Tutti devono esserci, perchè è un insieme di piccole cose che rende magiche le nostre canzoni". Gli Slipknot sono tutto ciò che c'è nelle loro canzoni, quel senso di rabbia e dolore delle melodie e delle devastanti percussioni che penetrano all'istante in testa e nelle ossa. "Noi non abbiamo mai contato su come siamo vestiti o sulle maschere che indossiamo per attirare i fans", dice Joey, "Lo facciamo perchè ci siamo sentiti degradati provando a suonare e fare qualcosa di buono a Des Miones. Non interessava a nessuno, non siamo diventati qualcuno solo per la nostra faccia o i nostri nomi, ma solo per la nostra musica". Shawn concorda, ma rifiuta di minimizzare l'importanza del bizzarro look della band: "Le maschere sono un'estensione della nostra personalità, e le modifichiamo continuamente. Togliere le maschere dopo un'ora di show è veramente una liberazione, ma sappiamo che le indosseremo ancora al prossimo!".

Formatisi a metà del 1995, gli Slipknot hanno dovuto sopportare le necessarie crisi e i cambi di line-up prima di giungere a quella che loro chiamano "una famiglia unita". Nel giro di un anno hanno registrato, pubblicato e venduto il loro primo disco "Mate.Feed.Kill.Repeat", che ha colpito alcune grosse etichette discografiche. Dopo aver firmato un contratto con la Roadrunner Records, attraverso il marchio I Am Records di Ross Robinson, hanno registrato l'esplosivo album omonimo "Slipknot" e hanno iniziato a diffondere il loro dolore nel mondo grazie ad una serie di shows, tra cui una fortunata apparizione all'Ozzfest nel 1999 e un tour con i colleghi di etichetta Coal Chamber.

Poco prima del fenomeno Slipknot però, è accaduto un altro strano fatto, oltre alla morte di Buddy Holly, che fa collegare la parola "Iowa" alla parola "Rock and Roll": il 20 gennaio 1982 Ozzy Osbourne staccò, con un morso, la testa di un pipistrello durante un live show a Des Moines. "Ce l'abbiamo tutti dentro di noi la storia del pipistrello", ricorda Joey, "Quando eravamo piccoli continuavamo a sentire in giro di un tizio chiamato Ozzy che aveva staccato la testa di un pipistrello con un morso. E' successo proprio qui in questa città, e da quel giorno tutti abbiamo un pezzetto di quel pipistrello dentro di noi". La band più cattiva del momento non avrebbe potuto avere un miglior maestro. Intanto mentre gli Slipknot passano da inattese comparse nell'Ozzfest a protagonisti assoluti nel Tattoo The Earth Tour, un cosa è diventata più chiara: il frumento non è l'unica cosa che cresce nell'Iowa!

 

DAL 2004 AD OGGI

 

Generati dalla desolazione dell'Iowa, gli Slipknot emersero nel 1999 dal cuore di quelle lande con il rock più ispirato e catartico che il mondo avesse mai sentito. Visitando la loro psiche collettiva non solo attraverso le loro canzoni, ma anche attraverso le loro maschere, i loro costumi, i loro live show, e persino attraverso i loro stessi fan e la loro cultura, gli Slipknot non si lasciano nulla alle spalle. La profondità del loro modo di esprimersi è accoppiata benissimo con la loro abilità musicale, questo tornado è laser-guidato, e tutti tra musicisti, critici e fan, sanno che gli Slipknot sono dannatamente seri riguardo alla loro arte. Così, dopo due album di platino, due home video di platino e copertine su giornali come Rolling Stones, Alternative Press, Revolver tanto per citarne qualcuno, siamo arrivati all'ultima espressione degli Slipknot: “Vol. 3: (The Subliminal Verses)”.

Analizzando “Vol. 3: (The Subliminal Verses)” si scopre un nuovo livello nell'abilità della band, raggiunto attraverso un duro lavoro riversato nel loro debut album omonimo e nel loro successivo hit album, “Iowa”. Prodotto da Rick Rubin, “Vol. 3” non solo raggruppa le forze della band ma vede la spora Slipknot esplodere in tutte le direzioni. Le canzoni su questo lavoro audace trascendono la tradizionale struttura della musica pesante e sorprenderanno gli ignari con la loro dinamicità. Un potente lavoro di chitarra, una batteria viscerale ed una rinnovata linea vocale sono i punti di forza di questo prodotto che Corey Taylor (#8) definisce "brutale e bello". Molta dell'ispirazione creativa che emerge dall'album è dovuta a Rubin e alla sua magione (che si suppone sia infestata dagli spettri), dove la band ha vissuto durante le registrazioni di “Vol. 3: (The Subliminal Verses)”. "Lo si può davvero sentire sull'album (l'effetto della casa). C'erano fantasmi nell'attrezzatura, nell'equipaggiamento. Le cose si raggelavano e alcune si muovevano per nessun motivo. Era strano…", aggiunge Taylor. Paul Gray (#2) commenta quello che Rubin ha apportato… "Rick ha portato una notevole apertura mentale - normalmente nove persone diverse che provano cose diverse possono essere difficili da mettere d'accordo: Rick è riuscito a farci superare tutti i nostri preconcetti. Lui è stato in grado di integrare le idee di tutti noi".

Il primo singolo di “Vol. 3: (The Subliminal Verses)”, "Duality" è "dal punto di vista lirico, quello che potreste pensare... Noi abbiamo trascorso molto tempo insieme, come band e i testi riflettono realmente la nostra sussistente fede e la perseveranza di noi nove", dice Joey Jordison (#1). "Duality" rappresenta bene l'album nella sua riluttanza a compromettere la base rock della band e la sua abilità di essere attraente e melodica allo stesso tempo. Le altre canzoni degne di nota sull'album, "Before I Forget" e "Vermillion" sottolineano l'asserzione fatta da "Duality", con le loro melodie scure e una strumentazione potente. "Before I Forget" tratta dell'elevarsi al di sopra delle stronzate ed essere una persona, non un essere umano. È come dire che si riesce a capire perfettamente il significato di ciò che si dice, senza cazzate", aggiunge Taylor, e “Vermillion” è la canzone dell'amore di un cacciatore in agguato, vista ed interpretata attraverso i suoi occhi. Quello che lui fa e quello che non fa è lasciato aperto alle vostre decisioni".

Molti dicono di conoscere i numeri 0 –8 attraverso le copertine dei giornali e della stampa. Ma quelli che veramente conoscono questi ragazzi di Des Moines li conoscono attraverso i loro fantastici live sets. Gli Slipknot sono una delle poche bands che lavorano al giorno d'oggi e della quale i concerti superano altamente la media e vanno oltre il mezzo di comunicazione – uno show degli Slipknot è un evento in sé. La band è attualmente l'headliner dello Jagermeister Music Tour negli States, seguito poi dal tour europeo come supporto ai Metallica e per finire con l'Ozzfest estivo, dove gli Slipknot saranno gli headliner del secondo palco. Proprio al riguardo, Gray dice "È difficile sentire le vibrazioni quando la tua folla è lontana 200 piedi. Questa era la nostra opportunità di riavere una connessione con i nostri fan e noi la stiamo sfruttando".
Tour passati includono Ozzfest 1999, Tattoo The Earth e Pledge Of Allegiance.

Comprensibilmente, il look della band si è evoluto con la sua musica. Le maschere nuove sono un riflesso dei cambiamenti nei membri della band come persone. Taylor aggiunge "L'oggetto-maschera era nato perché volevamo mostrare un altro lato di noi stessi attraverso di esse... Noi siamo cresciuti e siamo cambiati e così hanno fatto anche le maschere". Circa la crescita ed il cambiamento, Jordison dice "Molte persone non capiranno mai perché facciamo quello che facciamo e la band prospera su questo. L'album stesso rappresenta quel sentimento di gratitudine verso le persone che rifiutano di lasciarci morire, i fan. Il tempo ci ha resi una band più forte e gli altri progetti paralleli non contano con lo stato attuale della band e con il modo in cui l'album è stato fatto. Quando tutti noi nove ci combiniamo insieme, conosciamo solamente un suono e quello è il suono degli Slipknot".

L'ordine naturale delle cose detta crescita e cambiamento. "Vol. 3 (The Subliminal Verses)" porta una delle band più rilevanti ed audaci nel reame della musica rock, mutando le avversità in forza e levigando la loro arte con precisione.

 

 

MITOLOGIA

Mitologia (dal greco mythos e logein; letteralmente: discorrere in maniera razionale del racconto poetico). Mitologia è il termine con cui si indica lo studio - riferito di frequente alle singole religioni - dei miti. La mitologia è una disciplina considerata fenomeno culturale assai complesso, la mitologia può essere analizzata sotto diverse prospettive; il suo corpus è comunque dato dall'insieme di narrazioni - quasi sempre orali, spesso letterarie - e da drammatizzazioni e rappresentazioni di tipo figurativo che mettono a fuoco le vicende di personaggi esterni al tempo inteso in senso storico.
L'intersecarsi, il comporsi - ed anche lo scomporsi ed il successivo ricomporsi - delle vicende mitologiche - che è possibile vedere sotto una diversa prospettiva a seconda di una narrazione o rappresentazione rispetto ad un'altra - costituiscono il patrimonio di una determinata cultura.
In genere, le civiltà antiche hanno considerato i loro miti come la memoria di avvenimenti realmente accaduti, spesso legati all'origine stessa del mondo. Soltanto civiltà dotate di una cultura già molto complessa e ricca sono giunte a mettere in dubbio la verità letterale dei miti, e quindi a domandarsi le ragioni e i modi della nascita di questi antichi racconti.
Uno dei primi tentativi di rispondere a questa domanda si deve a Evemero, filosofo greco vissuto tra il IV e il III secolo a.C.. Nell'interpretazione cosiddetta evemeristica, i miti sono in effetti resoconti di avvenimenti storici, che però, nel loro essere tramandati di generazione in generazione, sono stati via via enfatizzati. Secondo questa tesi (che ha sostenitori anche in tempi moderni), gli dèi del mito sono in realtà antichi re e guerrieri che col tempo sono stati, come si direbbe oggi, mitizzati e divinizzati.
Sempre fra i filosofi greci, altri (per esempio Plotino e Porfirio) sostennero invece l'infondatezza storica del mito, asserendo che la mitologia andava considerata come un corpus di insegnamenti morali espressi in forma metaforica. Anche questa posizione generale ha ancora i propri sostenitori, sebbene in genere gli studiosi moderni concordino sul fatto che non tutti i miti hanno un significato morale.
Nel XVII secolo, il letterato Giambattista Vico suppose che il mito fosse nato invece dall'incapacità di primi uomini di formulare concetti astratti, e che quindi si esprimevano con immagini figurate e poetiche.
Nel XVIII secolo si diffuse una nuova teoria, secondo la quale tutti i miti avessero avuto origine dagli antichissimi culti del Sole (se ne trovano tracce dovunque, in tutto il mondo).
Il primo passo verso un'organica teorizzazione dell'origine socio-psicologica del mito lo fece il filologo Max Muller nel XIX secolo, affermando che i miti avessero avuto origine nel linguaggio, dunque il mito nella sua interezza era, semplicisticamente parlando, una descrizione poetica degli eventi naturali, e gli Dei i nomi che venivano dati a tali fenomeni. In questo però Muller non faceva che riprendere quanto già sostenuto nella Scienza Nuova da Vico. Ma una comprensione ancora più approfondita ci viene dallo studio di Sigmund Freud e dei suoi seguaci, primo fra tutti Carl Gustav Jung, tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX secolo.
Secondo i loro studi, il mito nasce in seguito a due processi: il primo si può definire come un affacciarsi alla mente dell'uomo delle attività intellettive fondamentali, ossia la ricerca delle cause, i sentimenti contrapposti, le intuizioni, attività che prendono piede contemporaneamente. Il secondo processo opera una fusione della vita cosciente con la vita inconscia, ossia avviene un meccanismo simile a quello che avviene nei sogni.
Questi due processi si integrano e si completano vicendevolmente: infatti, mentre il primo porta alla formazione di immagini "sintetiche", ossia immagini non direttamente stampate sulla retina dell'occhio, che racchiudono tutto quello che concerne una determinata idea, il secondo interviene, attingendo alla capacità di correlazione e sincretismo tra le varie attività del pensiero, per organizzare il primo processo, dando così origine al mito.
Ad esempio, l'idea di "acqua" riunisce le idee di necessità, di causa prima, di fecondità, e di conseguenza il secondo processo interviene per creare la figura di un essere che ne rappresenti gli attributi e che operi di conseguenza. Nel momento in cui nasce il mito, la potenza diventa atto.
Naturalmente questo non esclude il fatto che molti personaggi mitologici potrebbero essere realmente esistiti, anzi in alcuni casi ne abbiamo la quasi certezza: quello che è vero, è che probabilmente le loro imprese raccontate dai miti siano state romanzate, per i motivi di cui sopra, ed è certo che la mitologia è stata, specie nel passato, fonte di ispirazione nell'arte, sia in letteratura come nella pittura e nella musica.
E' possibile canonizzare alcuni elementi comuni allo sviluppo della mitologia presso le diverse civiltà. Sorvolando sull'onnipresenza della figura ddel Drago, si può rilevare che sono anche altri gli aspetti fondamentali del mito che sono simili in ogni parte del mondo. Ad esempio Giorgio De Santillana ed Herta Von Dechend (in Il mulino di Amleto) affermano che la complessità della descrizione mitologica non ha nulla ad invidiare alla complessità della scienza attuale. Attraverso il mito si scopre un messaggio importante per l'umanità che solo ora è possibile e necessario decifrare. L'autore afferma infatti che sia necessario affrontare una lettura "su più livelli" del mito. Ad esempio il Diluvio universale è un mito che si trova dovunque, in quasi tutte le antiche mitologie, anche in popoli geograficamente molto distanti. La prima ipotesi che si affaccia alla mente è che questo mito sia la descrizione di un'alluvione avvenuta in tempi remotissimi, il cui racconto fu tramandato oralmente e poi trascritto.
Alcuni studiosi tuttavia credono che un mito come quello del Diluvio potrebbe essere molto più semplicemente nato dall'idea che le antiche popolazioni potevano avere dell'acqua: è innegabile che molte immagini risultano avere la stessa valenza in luoghi diversi (il fuoco e l'acqua la purificazione, il fulmine l'ira divina e così via), pertanto è possibile che l'idea di un'alluvione talmente devastante da costringere gli uomini a ricominciare da zero sia nata nelle diverse culture per diverse esigenze. Secondo questa ipotesi, piuttosto che un evento reale raccontato in modi diversi, le culture antiche avrebbero adattato una identica idea ai loro interessi, ai loro scopi; bisogna considerare che anticamente gli uomini erano molto più vulnerabili agli eventi naturali, e potrebbero aver scelto quasi indipendentemente un'inondazione come evento catastrofico. D'altra parte il primo Diluvio, raccontato nell'Epopea di Gilgamesh fu ripreso nell'Enuma Elish, e da qui si diffuse nella cultura greca e in quella ebrea, e da lì in tutto il mondo indoeuropeo.

 

 

LICANTROPIA

Un licantropo è un essere Umano o Umanoide (salvo eccezioni) in grado di trasformarsi, anche per via della contrazione di una malattia chiamata appunto “Licantropia” in un ben determinato animale, nella cui forma non di rado non è in grado di controllarsi (per questo i licantropi vengono temuti e tenuti a distanza). In forma "umana", è difficile distinguere un licantropo, sebbene vi siano sempre alcuni tratti che, ad eccezione dei licantropi indotti per i quali la licantropia non intacca la loro fisionomia, lo identificano come tale (più peloso del normale, tratti vagamente animaleschi, ecc.).

 

 Tutti i licantropi, nelle loro forme animali o ibride, godono delle capacità sensoriali del tipo di animale in cui si trasformano (ad esempio un lupo mannaro avrà sviluppati l'olfatto e l'udito, un'aquila mannara la vista, ecc.). I licantropi naturali ed infetti sono in grado, sempre se in forma animale o ibrida, di richiamare animali della loro stessa razza e parlare con loro.

Indipendentemente dalla loro classe, i licantropi non indossano armatura per non ostacolare la loro trasformazione.

Alcuni animali (come cani e cavalli) non sopportano la vicinanza dei licantropi e reagiscono con terrore alla loro presenza, in qualunque forma essi siano; esistono inoltre delle particolari erbe essiccate capaci di tenere i licantropi a distanza.

Quando sono in forma animale o ibrida, i licantropi possono essere feriti solo da armi magiche o d'argento, oppure dalla magia.

Alcuni tipi di licantropi noti sono Lupi Mannari, Orsi Mannari, Tigri Mannare, Cinghiali Mannari, Topi Mannari (enormi topi capaci di assumere forma

 

umanoide), Squali Mannari (una variazione acquatica che colpisce tipicamente sirene e tritoni).

         

 

 

Tipologie di licantropi

Licantropo è non solo chi contrae la malattia della licantropia. Esistono infatti tre tipologie di possibili licantropi:

Licantropi naturali

Licantropi infetti

Licantropi indotti

 

Licantropi naturali

I licantropi naturali sono una vera e propria razza a sé. Infatti nascono già come licantropi in quanto figli di altri licantropi naturali. Oltre alle normali caratteristiche dei licantropi, questa specie è l'unica ad avere un triplice stadio di trasformazione: uno completamente umano, uno totalmente animale ed uno ibrido, ovvero umanoide ma con caratteristiche animali (ad esempio il classico uomo-lupo).

Sono in grado di infettare le creature che feriscono, salvo le limitazioni sopra descritte, con la malattia della licantropia. I licantropi naturali non possono dare luogo a razze ibride. Possono incrociarsi con animali della loro stessa specie (unione da cui nascono animali comuni con un'intelligenza vagamente più elevata della media) o con umani (unione da cui nascono comuni esseri umani, talvolta dotati di alcuni sensi leggermente più estesi, ma non in maniera realmente percepibile) o con licantropi infetti della stessa specie (nel qual caso potranno avere origine normali umani o licantropi naturali, con le stesse probabilità).

Licantropi infetti

I licantropi infetti sono quei licantropi divenuti tali proprio perché contagiati dalla licantropia per essere stati attaccati da licantropi naturali o da altri licantropi infetti.

Hanno una forma completamente umana ed una totalmente animale ed ovviamente sono in grado di infettare le creature che feriscono.

Essi non possono trasmettere la licantropia come carattere ereditario (quindi i loro eventuali figli non saranno automaticamente dei licantropi).

 

Licantropi indotti

I licantropi indotti sono quei licantropi divenuti tali a causa di una maledizione, un oggetto magico o altro, o anche per aver contratto la licantropia per cause magiche.

Non sono in grado di trasmettere in nessun modo la licantropia ed hanno solo due forme, una umana ed una animale o eventualmente ibrida a seconda dei casi.

Non possono evocare animali della propria razza ma possono parlarci, a meno di non avere forma ibrida.

Contrariamente agli altri tipi di licantropi, quelli indotti non si trasformano a piacimento ma solo al verificarsi di determinate condizioni date dalla natura della maledizione a cui sono soggetti (ad esempio quando vi è luna piena).

Spesso, ma non sempre, non hanno né controllo né memoria di ciò che fanno nella loro forma animale o ibrida.

 

LICANTROPIA

Siete licantropi? Niente paura! Eccovi la cura!  IL MISTERO DEI LUPI MANNARI

In passato non erano rari gli avvistamenti dei mannari...  SIMBOLOGIA

Il lupo mannaro come simbolo della natura umana...

 

 

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